{"id":837,"date":"2016-04-02T23:31:46","date_gmt":"2016-04-02T21:31:46","guid":{"rendered":"http:\/\/scout.fse.it\/coccinelle\/?p=837"},"modified":"2021-11-19T20:41:51","modified_gmt":"2021-11-19T19:41:51","slug":"la-coccinella-e-sempre-ubbidiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scout.fse.it\/coccinelle\/la-coccinella-e-sempre-ubbidiente\/","title":{"rendered":"La coccinella \u00e8 sempre ubbidiente"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>Cecilia e le formiche Sgranocchie<\/strong><\/p>\n<p>Una volta nel Bosco degli aceri viveva la famiglia delle formiche Sgranocchie.<br \/>\nErano numerose, forti, unite e volenterose e, come in ogni societ\u00e0 che si rispetti, vivevano in armonia seguendo le leggi scritte sulle foglie della giustizia.<br \/>\nNella parte pi\u00f9 alta del formicaio c\u2019era un piccolo trono, fatto di fuscelli, su cui sedeva il loro Re, Re Agemone.<br \/>\nLe formiche da millenni seguivano gli antichi percorsi del Bosco, proprio quello stabiliti dal loro Re.<br \/>\nOgni mattina puntualissime si svegliavano e formavano lunghe file, arrivavano alla distesa delle Mollichine, caricavano il loro cestino e poi tornavano con ordine al magazzino del formicaio. Re Agemone era molto orgoglioso delle sue brave operaie, famose in tutto il Bosco per la loro disciplina.<br \/>\nLa legge delle formiche Sgranocchie era giusta e permetteva loro di vivere felici e in armonia. C\u2019era solo un divieto nel Bosco, il Re aveva vietato alle formiche di oltrepassare la Montagna Nera.<br \/>\nE l\u2019aveva fatto per un buon motivo anche se nessuno conosceva la ragione di quel divieto. Si sapeva soltanto che tanto tempo prima qualcuno l\u2019aveva oltrepassata ed era successo qualcosa di cos\u00ec brutto da non poterlo nemmeno raccontare.<br \/>\nLa Montagna Nera era un\u2019enorme zolla di terra scura, al di l\u00e0 della quale le formichine riuscivano a scorgere solo i ciuffi verdi delle piante di granoturco.<br \/>\nTra le formiche c\u2019era una formichina di nome Cecilia, ancora giovane e inesperta. Da poco aveva cominciato a lavorare alla raccolta delle provviste, era volenterosa e riusciva anche a trasportare due Mollichine insieme ma era anche veramente molto curiosa. Spesso perdeva di vista la sua fila perch\u00e9 si fermava a guardare incantata la danza delle foglie trasportate dal vento o la luce che filtrava attraverso le ali di una farfalla posata su un fiore.<br \/>\nDa un po\u2019 di tempo nella testolina curiosa di Cecilia c\u2019era un solo pensiero: scoprire qualcosa di pi\u00f9 sulla Montagna Nera. Era cos\u00ec alta e affascinante e dietro la Montagna si vedeva tutto quel granoturco, chiss\u00e0 quanto ne avrebbe potuto raccogliere.<br \/>\nGuard\u00f2 le sue zampine e decise che erano abbastanza forti per arrampicarsi, sarebbe andata in avanscoperta e se avesse trovato tanto granoturco avrebbe chiamato le altre sue amiche formiche.<br \/>\nCos\u00ec una mattina Cecilia si mise in fila per ultima e silenziosa si allontan\u00f2 dalle altre. Arriv\u00f2 ai piedi della Montagna Nera e cominci\u00f2 la sua scalata, la salita era veramente ripida.<br \/>\nLe altre formichine erano quasi arrivate al campo delle Mollichine quando Agnese, una formica amica di Cecilia, si gir\u00f2 per parlare con Cecilia e non la trov\u00f2. La chiam\u00f2 a gran voce, guard\u00f2 sotto le foglie, dietro ai fili di erba ma di Cecilia non c\u2019era traccia: era scomparsa.<br \/>\nAgnese avvert\u00ec subito il capo fila e tutti si misero alla ricerca di Cecilia. Guardando verso la Montagna Nera si accorsero che c\u2019erano delle impronte piccoline e sembravano proprio quelle di Cecilia!<br \/>\nI messaggeri avvertirono il Re, non c\u2019era un minuto da perdere, bisognava armare l\u2019esercito e dirigersi verso la Montagna.<br \/>\nCecilia intanto era arrivata sulla cima e si godeva il bellissimo spettacolo: c\u2019era un campo infinito di granoturco con il verde delle foglie che brillava al sole e un tappeto di chicchi gialli per terra.<br \/>\nMa la sua gioia non dur\u00f2 a lungo!<br \/>\nUn\u2019enorme mantide religiosa le apparve davanti e faceva veramente paura cos\u00ec grande e con quelle zampe lunghissime e a forma di tenaglia. Cecilia cominci\u00f2 ad avere paura: come aveva potuto disubbidire al Re che voleva solo il suo bene?<br \/>\nLa mantide si avvicinava sempre pi\u00f9 e stava quasi per afferrarla quando alle sue spalle apparve l\u2019esercito delle formiche e Cesare, il capo dell\u2019esercito, grid\u00f2 alla mantide: \u201cSei grande e grossa e non puoi prendertela con una formichina cos\u00ec piccola. Dovrai vedertela con tutti noi.\u201d<br \/>\nE fu cos\u00ec che la mantide religiosa scomparve per sempre dalla Montagna Nera.<br \/>\nDopo quel giorno Cecilia pens\u00f2 a lungo a quello che aveva causato con la sua disobbedienza: aveva mancato di rispetto al Re e alla sua legge e non aveva messo in pericolo solo lei stessa ma anche le altre formichine che erano corse in suo aiuto.<br \/>\nFu cos\u00ec che Cecilia impar\u00f2 quanto fosse importante, per una giovane formica come lei, ascoltare chi \u00e8 pi\u00f9 grande e pi\u00f9 saggio e da quel giorno non disubbid\u00ec mai pi\u00f9.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cecilia e le formiche Sgranocchie Una volta nel Bosco degli aceri viveva la famiglia delle formiche Sgranocchie. Erano numerose, forti, unite e volenterose e, come in ogni societ\u00e0 che si rispetti, vivevano in armonia seguendo le leggi scritte sulle foglie della giustizia. 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