{"id":4857,"date":"2026-04-23T09:00:38","date_gmt":"2026-04-23T07:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/scout.fse.it\/lupetti\/?p=4857"},"modified":"2026-04-21T22:42:38","modified_gmt":"2026-04-21T20:42:38","slug":"pedagogia-francescana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scout.fse.it\/lupetti\/pedagogia-francescana\/","title":{"rendered":"Come tu ci hai mostrato &#8211; Pedagogia Francescana in Branco"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;avvicinarsi della prossima Rupe di Assisi \u00e8 sempre pretesto adeguato per riprendere in mano le Fonti Francescane o qualche testo della nostra Branca dedicato al &#8220;Santo Buono&#8221;, non soltanto per rinfrescarsi la memoria su quanto gi\u00e0 noto, ma tanto pi\u00f9 per aprire occhi e mente su nuovi spunti e pensieri.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come capita anche al Vecchio Lupo dalla pelliccia color del tasso quando, rileggendo per l&#8217;ennesima volta un brano della Giungla nel Branco, scova un nuovo dettaglio cui non aveva ancora mai badato, cos\u00ec anche reimmergendosi nella incredibile vastit\u00e0 e complessit\u00e0 della pedagogia francescana e della tanto sfaccettata vita del nostro Patrono c<strong>&#8216;\u00e8 sempre una traccia diversa e sorprendente da scoprire.<\/strong><br \/>\nE lo stesso vale per le Rupi di Assisi, che seppure replicate ogni triennio offrono sempre momenti e riflessioni diverse, perch\u00e9 Assisi pu\u00f2 restare uguale ma diversi siamo noi che in quell&#8217;istante unico della nostra storia personale la stiamo vivendo e condividendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4822\" src=\"https:\/\/portalistorage.blob.core.windows.net\/portale-lupetti\/2026\/03\/Logo_RupeAssisi.bmp\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/portalistorage.blob.core.windows.net\/portale-lupetti\/2026\/03\/Logo_RupeAssisi.bmp 398w, https:\/\/portalistorage.blob.core.windows.net\/portale-lupetti\/2026\/03\/Logo_RupeAssisi-300x268.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 sebbene San Francesco sia stato scelto agli albori dello Scoutismo Cattolico Italiano come Patrono dei Lupetti &#8220;perch\u00e9 la sua vita \u00e8 stata piena di umilt\u00e0, semplicit\u00e0, amore per la natura, bont\u00e0, amore di Dio e del prossimo&#8221; (NNDD associative), \u00e8 innegabile che simbologia e pedagogia francescane siano talmente trasversali da diventare <strong>un prezioso e imprescindibile faro di luce a illuminare la condotta di vita del Capo<\/strong> che sappia coglierne con occhio maturo e approfondito interesse gli innumerevoli spunti.<br \/>\nLo stesso Cantico delle Creature, la sua pi\u00f9 celebre e imperitura composizione, scritta con linguaggio cos\u00ec semplice e immediato da apparire quasi una semplice filastrocca fanciullesca sull&#8217;amore per la natura agli occhi dei &#8220;non addetti ai lavori&#8221;, cela in realt\u00e0 una complessit\u00e0 straordinaria se ci si sofferma a &#8220;masticarla&#8221; pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<p>Nella &#8220;Leggenda perugina&#8221; si narra che il Cantico sia stato scritto da Francesco in un periodo di grande combattimento interiore e forte sofferenza, a causa di una infermit\u00e0 agli occhi che per settimane gli port\u00f2 atroci dolori, permanenza forzata nell&#8217;oscurit\u00e0 di una celletta a San Damiano e difficolt\u00e0 a dormire. Addirittura il suo riposo era tormentato giorno e notte dai topi che infestavano la sua camera e &#8220;saltellavano e correvano sopra di lui&#8221;. Una notte, stremato da tante tribolazioni, chiese misericordia al Signore, chiamandolo in suo soccorso affinch\u00e9 potesse sopportare le sue infermit\u00e0 con pazienza. Il Signore rispose in sogno alla supplica di Francesco: \u00abFratello, sii felice ed esultante nelle tue infermit\u00e0 e tribolazioni, d\u2019ora in poi vivi nella serenit\u00e0, come se tu fossi gi\u00e0 nel mio Regno\u00bb. Allora Francesco reag\u00ec al dolore e, al risveglio, radun\u00f2 i suoi compagni e volle &#8220;a lode di Lui e a sua consolazione e per edificazione del prossimo comporre una nuova Lauda del Signore per le sue creature&#8221; (Leggenda perugina, 1591).<br \/>\nEsplode cos\u00ec il senso vero della sua composizione, <strong>ancor pi\u00f9 chiaro se la si prova a leggere &#8220;al contrario&#8221;, partendo dalle ultime due strofe<\/strong>, le pi\u00f9 &#8220;scollegate&#8221; dal resto dell&#8217;opera e solitamente meno considerate, ma che maggiormente riflettono momento e motivo dell&#8217;opera.<br \/>\nFrancesco \u00e8 un uomo che ha patito, che ha stentato e che all&#8217;apice della sofferenza si \u00e8 affidato al Signore, e questo ha reso il suo dolore un dono e non una condanna.<br \/>\nFrancesco chiama fratelli e sorelle gli esseri e gli elementi del creato perch\u00e9 nella povert\u00e0 radicale vissuta era davvero quella l&#8217;unica ricchezza che aveva e che desiderava.<br \/>\nFrancesco canta, PU\u00d2&#8217; cantare, la felicit\u00e0 vera nell&#8217;abbandono totale al Signore perch\u00e9 lui non l&#8217;ha immaginata, non l&#8217;ha idealizzata, ma l&#8217;ha di fatto sperimentata. E questo fa la differenza, questo lo rende <strong>AUTENTICO<\/strong>.<\/p>\n<p>Le stelle, l\u2019acqua, il fuoco sono simboli coerenti di un itinerario interiore che Francesco ha scavato, contemplato, impastato di povert\u00e0 e silenzio, in un cammino vero nella condivisione di ogni dono del Signore.<br \/>\nFrancesco \u00e8 autenticamente Santo perch\u00e9 innanzitutto \u00e8 stato autenticamente uomo: non suggerisce, non indica, non detta leggi o insegnamenti, ma parte dalla sua reale esperienza di uomo.<br \/>\nE quale migliore esempio per noi Capi se non quello di un Santo che si \u00e8 dimostrato autentico mediante le sue esperienze? Non \u00e8 forse quel che, nel nostro infinitamente piccolo, e col &#8220;nostro meglio&#8221;, anche noi Vecchi Lupi tentiamo ogni giorno di fare per onorare la nostra Promessa ed essere vero, concreto, autentico esempio per i nostri Lupetti? Incarnando, passo dopo passo, quel &#8220;come tu ci hai mostrato&#8221; che recitiamo insieme, Capi e bambini, ad ogni riunione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4858\" src=\"https:\/\/portalistorage.blob.core.windows.net\/portale-lupetti\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_5xn3fh5xn3fh5xn3-909x1024.png\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>La pedagogia francescana vissuta nel Lupettismo, citando gli appunti di Luigi Tedeschi, aiuta a cogliere nella semplicit\u00e0 e nella grandezza del Creato il significato soprannaturale della vita, e di far proprie le virt\u00f9 del Santo di Assisi per dare alla vita la forma del Vangelo. Ecco che meglio s&#8217;interpreta una chicca nascosta di don Alberto Bisson nell&#8217;introduzione di Cacce Francescane Lupetto: &#8220;<strong>San Francesco si trova a suo agio pi\u00f9 tra i capi che tra i&#8230; mezzi educativi!<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Buona Caccia!<\/em><br \/>\n<em>Stefano Acampora<\/em><br \/>\n<em>Incaricato Regionale Branca Lupetti \u2013 Regione Ovest<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Pubblicato il 23-04-2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;avvicinarsi della prossima Rupe di Assisi \u00e8 sempre pretesto adeguato per riprendere in mano le Fonti Francescane o qualche testo della nostra Branca dedicato al &#8220;Santo Buono&#8221;, non soltanto per rinfrescarsi la memoria su quanto gi\u00e0 noto, ma tanto pi\u00f9 per aprire occhi e mente su nuovi spunti e pensieri. 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