Commento al Vangelo- Domenica 5 Aprile 2020.

Mt 26, 14-27, 66

Domenica prossima ascolteremo il lungo Vangelo della passione, secondo Matteo. Un Vangelo con una vastissima molteplicità di elementi e di sfumature.
E poiché questi elementi sono davvero tanti, mi sono parecchio scervellata per cercare di trovarne tre… no, dai, facciamo due almeno… Ok, un solo elemento. Alla fine, avevo pensato di scegliere un solo elemento di questo lungo testo, e concentrarmi su quello. Ma anche lì… Beh, non sapevo proprio quale scegliere. Ho avuto l’imbarazzo della scelta (a differenza di chi non si è fatto tanti problemi a gridare, davanti a Pilato:
“Barabba!”).
E l’idea che mi è venuta è stata proprio questa: perché, invece di parlare di qualche elemento di questa Passione, non parliamo proprio di lei? La “passione”, intendo.
Cos’è questa parola? Cosa significa? Perché per descrivere le sofferenze e la morte di un uomo, è stata
utilizzata una parola con cui, normalmente, noi intendiamo altro? E questo “altro” ci piace!?
Allora, mi sono detta, deve esserci per forza un nesso, un qualche significato in comune.
Passione, Patimento, Pazienza, Passività, Passaggio… PASQUA! Tutte parole che si richiamano nell’ intreccio di sentimenti allo stesso tempo bellissimi e drammatici! Già. Un racconto di sofferenza come un racconto d’amore. Questa è la Passione di Cristo.
Insomma, tutto ciò che sentiremo dalla descrizione di Matteo lo dobbiamo intendere come il racconto di ciò che un uomo innamorato (leggasi: appassionato) ha fatto per la sua donna (che siamo tutti noi). E se noi siamo la Chiesa, se noi siamo la Sposa di quest’Uomo innamorato, allora possiamo… generare!
È proprio quello che accade quando, lasciandoci amare da Gesù, la nostra vita diventa capace di generare vita, soprattutto lì dove qualcuno pensava che potesse esserci solo morte!

Ci sono stati tanti nel corso degli anni che hanno proposto questa lettura… amorosa! La Chiesa ne ha parlato così per duemila anni! È certo! È la Sposa! Ovvio che ne parli così, e ne parli con una certa innamorata soddisfazione! Sì, perché come qualunque innamorata, ama parlare agli altri delle follie che il suo Innamorato ha fatto per lei!
Se Gesù ha “patito”, se ha “passivamente” sopportato gli insulti, se ha avuto tanta “pazienza”, e se infine è “passato” dalla vita alla morte, lo ha fatto proprio per PASSIONE, perché ci ha amato fino alla fine! Perché non avrebbe potuto fare nient’altro che amarci! E lo ha fatto con “gioia”, facendo “del suo meglio”, rimanendo “sempre pronto” a dimostrarci il suo amore, e scegliendo di volerci “servire” sino alla fine! In questa sua Passione ci leggo tutto… Tutto ciò che sono. E tutto ciò che siamo.
Sì. Non mi pento di aver parlato solo della Passione, di questa sua Passione. Soprattutto in questo strano periodo che stiamo attraversando. Con l’augurio che tutte noi possiamo preparare i nostri cuori alla Pasqua, vivendo con Passione la Settimana Santa.

di Roberta Puglisi