Nella Giungla non tutti i cuccioli hanno lo stesso passo, ognuno ha la sua preda da portare.
C’è chi corre leggero, chi si ferma a ogni rumore e chi ha bisogno di guardare meglio dove mettere la zampa. Eppure, quando il Branco si muove, non si divide tra veloci e lenti, tra abili e impacciati. Il Branco impara al ritmo di ognuno

Il posto di ciascuno.
Nel Branco nessuno è “in più”.
Nel Branco non si entra perché si è capaci, ma perché si è bambini con il desiderio di vivere la nostra realtà. E ogni bambino porta con sé talenti, limiti, paure, desideri, tempi diversi di crescita.
La Pista non è una gara.
Le Specialità non sono medaglie per i migliori.
Ciò serve ad aiutare ogni Lupetto a trovare il suo passo. Quando c’è un Lupetto con delle fragilità, una disabilità, questa verità diventa più evidente: non tutti fanno le stesse cose, non tutti nello stesso modo, non tutti con gli stessi tempi. Ma ognuno può crescere. Ognuno può imparare.
La Giungla non chiede a tutti di essere uguali.Chiede a ciascuno di essere fedele al proprio passo… insieme agli altri.
La Regola dei Tre Tempi: crescere secondo il proprio ritmo
Nel Lupettismo la crescita non avviene tutta in una volta. Segue un ritmo semplice e sapiente: spettatore, partecipante, protagonista1.Non sono gradini fissi da salire una volta per tutte, ma modi diversi di stare dentro l’esperienza, che si alternano nel tempo.
Ci sono momenti in cui il Lupetto osserva: guarda gli altri, prende sicurezza, capisce cosa sta succedendo. Non è passivo: sta imparando con gli occhi e con il cuore.
Ci sono momenti in cui partecipa: prova a fare, si mette in gioco, sperimenta, sbaglia e riprova insieme agli altri.
E ci sono momenti in cui diventa protagonista: riesce ad agire con più autonomia, si assume una piccola responsabilità, aiuta a sua volta.
Questi tempi non seguono un ordine rigido. Anche nella stessa attività un Lupetto può, in un momento, essere protagonista in un gioco che conosce bene, e poco dopo tornare spettatore davanti a qualcosa di nuovo o più difficile. È un ritmo vivo, che si adatta alle situazioni, alle emozioni, alle sicurezze del momento.
Questo è particolarmente importante quando un Lupetto vive una disabilità. La Regola dei Tre Tempi ci ricorda che ognuno ha diritto ai suoi tempi di osservazione, ai suoi spazi di partecipazione, ai suoi momenti di protagonismo. L’educazione al singolo sta proprio qui: riconoscere in quale tempo si trova quel bambino oggi, in quella specifica situazione, e aiutarlo a fare un passo possibile, senza forzature e senza confronti.
Così il Branco diventa un luogo dove nessuno è sempre avanti e nessuno è sempre indietro, ma ciascuno può, a turno, guardare, fare insieme, guidare. E in questo alternarsi di ruoli, ogni Lupetto trova il suo modo di crescere.
Il Branco che impara a essere Branco
Quando un Lupetto cresce con un passo diverso, non è solo lui a cambiare. È tutto il Branco che impara a essere più attento, più paziente, più responsabile. I compagni scoprono che aiutare non significa sostituirsi, ma stare accanto mentre l’altro prova. Che aspettare non è perdere tempo, ma dare valore alla presenza di ciascuno.
Così la presenza di un bambino con disabilità non rallenta il cammino del Branco: lo rende più vero. Più umano. Più fraterno.
Educare uno alla volta, sempre
“Lupettismo per tutti” non significa fare attività speciali o percorsi separati.
Significa vivere fino in fondo ciò che il Metodo chiede da sempre: educare il singolo dentro la comunità.
Uno alla volta. Con pazienza. Con fiducia.
Perché ogni Cucciolo ha una pista possibile. E il Branco, camminando con lui, impara che correre insieme vale più che arrivare primi.
Non siete soli!!
Esiste la Pattuglia Disabilità che vi può accompagnare nell’inclusione metodologica e operativa delle attività. Per supporto, risorse e consulenza puoi scrivere a: pattugliadisabilita@fse.it
1 https://riviste.fse.it/azimuth/wp-content/uploads/2019/12/Azimuth-3-2019-definitivo.pdf
Buona Caccia!
MIrco Sabbatini
IDL Ancona e membro Pattuglia Disabilità.
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