Nella Giungla, quando il sole scende e gli alberi diventano ombre lunghe, il Branco si muove come un solo respiro. I Fratelli Lupi conoscono il passo l’uno dell’altro: chi è giovane guarda ai più esperti, chi è forte si accorge dei più piccoli, e ogni zampa trova il suo posto sulla terra morbida.

Ci sono serate in cui tutto scorre senza rumore, e altre in cui un Cucciolo si confonde tra le radici. Capita. La Giungla è grande, e la pista non è sempre semplice.
Ma in quei momenti, senza che Akela debba chiamare, c’è un Lupo che si ferma.
Non è il più veloce, né quello che parla di più.
È quello che torna indietro. Quello che osserva, che comprende, che accompagna.
Si affianca al Cucciolo, gli mostra dove mettere la zampa, e poi rientra nel Branco con naturalezza, come se quel gesto fosse parte del ritmo della notte.

Nessuno applaude. Nessuno lo annuncia.
Eppure tutti lo vedono.

Nella Pista dei Lupetti, ogni tappa — da Zampa Tenera fino alle Stelle e alle Specialità — insegna qualcosa di questo passo silenzioso. Non è soltanto imparare nodi, piste o giochi: è imparare a guardare oltre il proprio naso, a capire quando qualcuno ha bisogno, a finire ciò che si comincia, a stare nel Branco con coraggio e gentilezza.

La Giungla insegna che crescere non è un lampo, ma un ritmo.
Ci si allena un po’ alla volta, come quando si impara a seguire l’odore del vento o a riconoscere il verso degli animali nella notte.
E a un certo punto — non troppo presto, non troppo tardi — arriva un momento speciale.
Non lo decide il caso.
Lo riconosce chi sa vedere.

È il momento in cui il Lupetto ha la stessa luce negli occhi di quel Lupo che torna indietro.
Non perché è perfetto, ma perché è affidabile.
Non perché vuole essere davanti, ma perché sa essere accanto.

Immagine modificata con IA

È allora che il Vecchio Lupo comprende che quel cuore è pronto.
È allora che la Giungla riconosce un passo più sicuro.
È allora che il Branco si accorge che qualcosa è cambiato, anche se nessuno ha detto una parola.

E quando quel distintivo passa di zampa in zampa, non è un premio.
È un dono.
È un riconoscimento silenzioso di una crescita vera, di una maturità che non chiede attenzione ma la merita.

Da quel giorno, quel Lupetto non è “di più” degli altri.
È di più per gli altri.

E così, nella grande Giungla, quando la notte chiama il Branco a correre un’altra volta, quel Lupo continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: tornare indietro quando serve, avanzare quando è giusto, e soprattutto arrivare sempre nel momento giusto, quello che solo chi ha imparato a guardare il Branco sa riconoscere.

E quando un giorno lascerà la Tana dei Lupetti per entrare nel Riparto, porterà con sé questo stesso spirito: lo stesso passo attento, la stessa responsabilità silenziosa, la stessa capacità di essere accanto.
E sarà proprio questo — ciò che ha imparato nella Giungla come Lupo Anziano — a guidarlo verso le sue nuove imprese.

Buona Caccia!
Gino La Marca

Altre Prede sul Lupo Anziano:

Lupo anziano

 

La Pista del Lupo Anziano

 


Pubblicato il 10/01/2026

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