È nella «Compilazione di Assisi» (FF 1613-1616) che si possono trovare molti particolari che spiegano la nascita del Cantico di Frate Sole: il contesto e l’occasione che portò San Francesco a scrivere il suo canto di lode per tutte le creature. Fossimo stati noi in quelle condizioni forse avremmo urlato le più grandi imprecazioni. A ogni modo, riassumendo molto, dopo l’ennesima notte di grande sofferenza, Francesco invoca Dio, il quale gli si rivela e gli promette il Paradiso come ricompensa. A seguito di questa rassicurazione San Francesco compone delle Lodi di ammirazione per la bellezza della natura e del creato. Francesco “canta” queste Lodi insieme a Fra Pacifico (detto il re dei versi) che le trascrive, in lingua in volgare umbra, perché voleva che tutti potessero capirlo. Per questo non usa il latino, lingua conosciuta soprattutto dai religiosi e dalle persone istruite, ma la lingua parlata dal popolo. Così il suo messaggio poteva arrivare anche alle persone più semplici.

Nel Cantico di Frate Sole San Francesco parla della natura come di una grande famiglia: chiama il sole, la luna, l’acqua, il fuoco e la terra “fratelli” e “sorelle”. In questo modo mostra il suo amore per il creato e invita gli uomini a guardare il mondo con rispetto e gratitudine. Il messaggio di questa Lode è ancora attuale oggi? Mah… riconoscere la bellezza della natura certamente, quanto a rispettarla però… Massimo Nava (giornalista e editorialista del “Corriere della Sera”) in un suo articolo dell’aprile 2025 scrive che è in atto una forma di “nuovo colonialismo”: la “geoeconomia”, cioè lo sfruttamento delle terre rare per l’accaparramento di risorse nei Paesi in via di sviluppo da parte delle potenze industriali. È questo vivere in armonia e rispettare la natura?

C’è un altro particolare… nel Cantico manca qualcosa! Sì, San Francesco loda Dio per tutte le creature inanimate: dal sole alla luna, dal fuoco all’acqua, ma non parla mai degli animali. Persino nella Bibbia ci sono lodi (Cantici e Salmi) che si riferiscono sia ad animali, materia e umani. Nel Cantico invece no. Ma non si può pensare che San Francesco abbia dimenticato gli animali nel Cantico di Frate Sole!

C’è una spiegazione a questa apparente dimenticanza: in molti episodi della sua vita Francesco parla agli animali e li invita a lodare Dio. La loro assenza sembra quindi una scelta voluta. Francesco dà voce alle creature inanimate, come l’acqua, il fuoco, la terra e il vento, perché non possono parlare né lodare Dio da sole. Per questo le presenta quasi come esseri umani, attribuendo loro qualità come l’umiltà, la forza e la bellezza. Gli animali, invece, hanno una voce e una volontà proprie: perciò Francesco non loda Dio al posto loro, ma li invita a farlo direttamente. L’assenza quindi degli animali nel Cantico delle Creature diventa un invito per noi: nessuno può lodare Dio al posto nostro. Ognuno deve farlo con la propria voce, con la propria vita e con le proprie scelte. In questo modo tutta la nostra esistenza può diventare una lode a Dio, che ha creato ogni cosa.

Buona Caccia!
Mirko Franzoso


Pubblicato il 7/08/2026

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