
Predica agli Uccelli, Giotto, 1290-1295, Basilica Superiore, Assisi
Il tema della salute del nostro pianeta, dell’ambiente nel quale viviamo, è ormai argomento quotidiano di tante discussioni anche a livello di Politica Internazionale, basti pensare alla recente epidemia di Covid, o anche il cambiamento climatico. Questo tema è, per noi Scout, molto caro, tanto da farne elemento fondante nel nostro sesto punto della Legge.
Papa Francesco nella sua Lettera Enciclica “Laudato Sì” ha affrontato in maniera concreta il tema della cura della nostra casa comune, partendo da due punti fondanti: un’Ecologia che non sia solo ambientale, ma anche economica, sociale e culturale, e soprattutto, un’ecologia interreligiosa. In pieno senso di comunione ecclesiale, le parole del Patriarca Ecumenico Bartolomeo devono essere un’eco per noi, invitandoci a “passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere “.
Nella Lettera Enciclica, il Santo Padre pone l’attenzione su tanti dei temi legati al modo in cui stiamo sfruttando il nostro ambiente: il cambiamento climatico e tutte le conseguenze sulle catastrofi ambientali, la disponibilità e la qualità dell’acqua in tutto il mondo, la perdita di biodiversità e di conseguenza del mistero gaudioso da contemplare nella letizia e nella lode.
Quando parliamo di ambiente ed ecosistemi, ovvero come le diverse creature interagiscono all’interno dell’ambiente stesso, ormai poniamo l’attenzione solo su quale potrebbe essere il loro uso “ragionevole”, e non come ogni organismo sia buono e mirabile in sé stesso per il fatto di essere una creatura di Dio. Anche San Giovanni Paolo II affermava, nell’enciclica “Redemptor Hominis”, che “l’essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo”
In questo contesto, la figura di S. Francesco, nel quale Papa Francesco aveva visto una guida e ispirazione al momento della sua elezione come Vescovo di Roma, risulta essere l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di un’ecologia integrale, vissuta con gioia ed autenticità. Era un mistico e pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con sé stesso. La povertà e l’austerità di San Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e dominio.
Se da un lato, tutti questi temi sembrano essere troppo grandi per noi, e quindi richiedono l’interesse concreto di politica, locale ed internazionale, dall’altro abbiamo il dovere e la possibilità di partire da noi stessi per provare a cambiare le cose ed innescare un cambiamento sociale. Secondo Papa Francesco, “Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti”, e per ritrovarla, è importante puntare su uno stile di vita che tenga conto del giusto consumo di ogni bene, combattendo la pressione sociale che impedisce di uscire dalla “pretesa di libertà di consumare”. Per tutti noi è quindi importante tornare agli antichi insegnamenti della Bibbia per cui “Meno è di più”, che noi incarniamo e facciamo nostro nel tema dell’Essenzialità Scout.
“Alla fine ci incontreremo faccia a faccia con l’infinita bellezza di Dio, e potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell’universo, che parteciperà insieme a noi della pienezza senza fine”

Buona Caccia!
Christian Petrucci
Pubblicato il 21/8/2026