Cammelli, profeti e stelle: la pista in Branco
(Articolo uscito su Azimut del marzo 2003 di Giuliano Furlanetto)
Il nome pista mi fa venire in mente varie immagini. Il deserto, una carovana di ondeggianti cammelli che percorrono la pista verso la prossima oasi …
Nel buio della notte un rumorosissimo jet atterra sulla pista illuminata da file interminabili di luci …
Il percorso abituale di un branco di cervi verso l’acqua, oramai ben chiaro a terra, è una pista …
In tutti i casi, nella maniera più o meno palese, è qualcosa che si può distinguere a terra , un piccolo segno che l’occhio esperto riconosce, qualcosa che non puoi non vedere perché anche di notte è illuminata a giorno. La pista è un percorso che ti porta da un posto a un altro, è un sentiero, una strada, un qualcosa che ti dà almeno un po’ di sicurezza, che non ti fa sentire solo.
Questo mi fa pensare alle parole del canto del campo scuola di Montegemoli : “è segnata la mia strada, da chi prima la tracciò”.
E’ bello sapere che qualcuno ha pensato a te, ti ha voluto bene anche senza sapere quello che saresti stato, scommettendo su di te.
La pista in Branco altro non è che uno strumento per voler veramente bene ai Lupetti che ci sono stati affidati.
E qual è il bene dei Lupetti?
Il bene ultimo è quello di far sì che essi scoprano da soli come conquistare la loro felicità per imparare a donarla.
E questa felicità dove potranno trovarla? La troveranno dentro di loro.
Ma come cominciare a far fruttare la miniera interna di ogni Lupetto?
Con le varie maniere in cui tutti i bambini di sempre, di tutto il mondo, si sono divertiti e sentiti felici. Giocando a palla, scoprendo che passandola agli altri, con delle regole, ci si diverte di più. Costruendo una capanna, che guarda caso con del cordino e dei nodi ben fatti regge meglio e una volta sotto la capanna magari cantare una canzone molto divertente. Scoprendo che il prato verde, è composto di tanti tipi di erba di colore differenti, abitati da molti animali.
Il modo di esprimersi del bambino sarà dunque fatto di parole, ma anche e soprattutto di azioni, di fatti: una corsa, un grido, una bevuta di acqua fresca, un lavoretto costruito con le proprie mani ….
Noi Vecchi Lupi abbiamo il compito di essere profeti dei nostri Lupetti, di modo che guardandoci diventino a loro volta profeti.
Essere profeti significa diventare degli specialisti del variegato linguaggio dei bambini, fatto di suoni, gesti, atteggiamenti e qualche volta di frasi, per aiutarli a tirare fuori da sé ciò che c’è in loro e di far fruttare le cose migliori. Meglio ancora : scoprire qual è il disegno che il Signore ha tracciato per tutti noi.
Saranno dei percorsi originali, diversificati e personali, ma che parlano tutti lo stesso linguaggio che tocca le varie sfere dell’essere del bambino: cognitiva, morale, manuale, fisica, affettiva, spirituale …
Prendendo in mano le prove della Pista Lupetto e provando a leggerle e a viverle secondo quest’ottica, avremo modo di scoprire che servono tutte quante per far sì che il bambino possa esprimersi. Siccome il Lupetto deve potersi esprimere sempre, non solo in determinati giorni o momenti, e deve poterlo fare pienamente, noi non ci dimentichiamo mai di respirare!
Nella vita del lupetto non potrà mai mancare la pista , vero e proprio comburente, ossigeno, della vita del Branco.
Il Lupetto deve avere sempre una direzione verso cui muoversi, uno sforzo da incanalare verso un obiettivo.
Il fatto che la Pista sia composta dalle varie tappe di zampa tenera, prima e seconda stella, collegate alle specialità e al brevetto di lupo anziano, è uno strumento per dare una preda da inseguire a tutti i Lupetti durante tutta la loro permanenza in Branco.
Impegno di noi Vecchi Lupi sarà quello di considerare la pista come qualcosa di vivo.
Considerarla come una serie di obblighi e forme la farà diventare un impaccio, uno scheletro rigido e inutile.
E allora via! Diamo una bella arieggiata alla Pista, indossandola noi per prima: un vestito che aderisce perfettamente ad ognuno di noi non può essere altro che un capo che non esce mai di moda.

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