Alla Rupe dei Consigli di Branco due parole hanno risuonato durante la caccia: Kronos e Kairos. Due accezioni molto diverse della parola TEMPO. Il primo ha a che fare con il  semplice susseguirsi di eventi. Nella mitologia Greca il dio Kronos non faceva altro che generare figli a vuoto: infatti, appena nati, timoroso della loro crescita e della possibilità che lo spodestassero e ne prendessero il posto… addirittura li mangiava!

Un simbolo del tempo che ci assorbe, ci fa correre, ci fa diventare suoi schiavi: appunto, ci mangia, divorando le nostre energie e svuotando di senso le nostre giornate, che si chiudono con l’impressione di non aver concluso nulla e di non essere andati da nessuna parte. Come quando un lupetto deve seguire gli orari folli che lo buttano dalla palestra alle lezioni di pianoforte, di nuoto, di scherma, di judo, alla visita “dovuta” alla nonna, al catechismo e questa strana cosa che è la riunione di branco.

Oppure come quando noi Capi CI concentriamo su come bene NOI riusciamo a condurre sino al termine l’attività…dimenticando che l’attività è dei ragazzi, per i ragazzi. Come quando dopo una giornata di duro lavoro in ufficio usciamo per metterci davanti al Computer di casa…per altri cinque minuti…solo altri cinque…ops è già mezzanotte.

Il Kairos, invece ha che fare con la pienezza del tempo che porta frutto. Non col tempo occupato da tante cose che finalmente ci rende sollevati quando è tutto finito. Ma col tempo pieno e tempo fruttuoso, col momento in cui un frutto matura. L’attimo in cui finalmente ci sono le condizioni per raccoglierlo e gustarne tutto il sapore buono…

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