“Gli anni passarono e tutto andava per il meglio. E poi il Capo Scout, i Capireparto ed i Capobranco dissero ai ragazzi, che ormai non erano più troppo piccoli: «Ora potete diventare dei veri Esploratori!». Ma molti di quei ragazzi, dimenticando completamente la ragione per la quale essi erano divenuti Lupetti, cominciarono a cercare scuse ed a dire (…) -che essi erano tanto felici nel Branco e non volevano lasciarlo; -che non volevano abbandonare tutte le specialità ed i gradi che avevano guadagnato, per diventare gli ultimi arrivati nel Reparto; -che gli Esploratori non erano abbastanza interessanti; -che essi non conoscevano il Caporeparto e che tutti i loro amici erano nel Branco. Questo significava guardare soltanto il rovescio della medaglia, i possibili disappunti ed inconvenienti. Non degnavano neppure di uno sguardo il lato più importante, il lato che avrebbe dimostrato loro che lo Scautismo è una grande, bella avventura; che un Lupetto non lascia veramente mai il suo Branco, perché questo è soltanto una parte di quello, e che egli potrà fare di più per il Branco da Esploratore di quanto mai poté fare da Lupetto, perché gli Esploratori giudicheranno il Branco dal comportamento di chi ne ha fatto parte”
MdL, XVI Morso
La preparazione di un Lupetto alla sua Salita in Riparto (o Squadriglia) è un processo continuo che inizia dal giorno del suo ingresso in Branco come Cucciolo e prosegue ben oltre la cerimonia di ottobre. È fondamentale far comprendere al bambino — e ai suoi genitori — che la Pista del Lupetto ha come sua “ultima preda” proprio la Salita. Il passaggio deve essere percepito come un evento naturale, proprio come il salto dalle scuole elementari alle medie.
Come osservava B.-P., lo scautismo nautico è una specializzazione che completa la formazione del ragazzo. L’ambiente “acqua” è uno strumento educativo eccellente: se utilizzato in modo strutturato, rafforza il carattere, l’abilità tecnica e la responsabilità.
Come Akela e Vecchi Lupi che hanno già familiarità con tali attività, dobbiamo utilizzare gli strumenti che il Lupettismo ci mette a disposizione per accompagnare il Lupetto verso ciò che vivrà come Esploratore Nautico. Il nostro obiettivo è trasformare i timori naturali nella voglia di “diventare come Akela”, fornendo gli strumenti per affrontare il mare con competenza e spirito di servizio. Durante l’ultimo anno di Branco, è bene che Akela e il Capo Reparto organizzino diversi momenti di incontro in progressione per far conoscere ai Lupetti i futuri Capi Squadriglia. L’obiettivo è dissipare la “nebbia” sul mondo degli Esploratori, alimentando la curiosità ed evitando che l’impatto con il nuovo ambiente sia troppo brusco.
Proponiamo di seguito un esempio di una attività posta all’interno di suddetta serie di incontri tra Capi Squadriglia Nautici e Lupetti del Consiglio d’Akela. Come sempre, invitiamo a non replicare l’attività così come qui proposta, ma adattarla alle esigenze dei ragazzi a voi affidati.
Obiettivo di questo incontro è iniziare a conoscere il mare, sia nelle sue caratteristiche uniche della nostra zona, sia soprattutto nei suoi pericoli – diretti ed indiretti –, imparare a come intervenire in caso di incidente (focalizzandosi in particolare su ferite da taglio e contusioni2) e il poter rendersi utili facendo una Buona Azione3. Vengono inoltre richiamate le basi di orientamento (conoscenza di punti cardinali e rosa dei venti4).
In questa occasione, l’Alta Squadriglia (che i Lupetti hanno già conosciuto nei precedenti incontri) va a illustrare ai Lupetti cosa significa andare per mare – introducendo loro in particolare le caratteristiche di fauna/flora/paesaggio del tratto di mare in cui lei svolge solitamente attività5 – introducendo loro i pericoli del mare – non solo quelli diretti legati allo stare in barca, ma anche quelli più insidiosi che possono presentarsi anche solo sulla spiaggia, come per esempio spazzatura, meduse, scogli e colpi di calore. Per questo motivo, il Lupetto dovrà sempre cercare di tenere occhi e orecchie bene aperti e sapere come comportarsi in caso di incidente (che possa capitare a sé o agli altri), e, nello spirito di “lasciare il mondo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato”, potrà far una Buona Azione cercando di raccogliere i rifiuti abbandonati sulla spiaggia (adeguatamente equipaggiati con guanti e robusti sacchetti, onde evitare tagli e altri incidenti).
Esempio di programma dell’attività:
Si ipotizza che l’attività si svolga all’aperto, nei pressi di una spiaggia dove gli Esploratori Nautici svolgono solitamente le proprie attività nautiche.
• 0:00 Preghiera e saluti
• 0:05 Ban
• 0:10 Gli Esploratori introducono l’attività, spiegando di voler “svelare” ai Lupetti alcune delle cose più importanti di quando loro si cimentano in attività nautiche. Si formeranno quindi delle coppie di Lupetti (“scialuppe”). Ognuna si sfiderà con le altre a percorrere il più velocemente possibile un tragitto da una base all’altra. Durante il tragitto, un componente di ciascuna coppia guiderà l’altro a seguire un percorso che porti il compagno sino alla successiva tappa. Le indicazioni saranno date con l’uso esclusivo dei nomi dei venti per indicare la direzione verso cui procedere (deve ovviamente essere noto a entrambi l’orientamento iniziale; si può anche far utilizzare la bussola durante il percorso). Si raccomanda di invertire i ruoli dopo ogni segmento percorso.
o
Ad ogni tappa del percorso – una volta giunte tutte le squadre -, gli Esploratori illustrano le caratteristiche di fauna/flora/paesaggio costiero del littorale locale. Spiegano quindi quali sono i pericoli del mare e della spiaggia e mostrano, con l’ausilio di una cassetta di Pronto Soccorso (ed eventuale altra strumentazione, come ad esempio, un giubbotto di salvataggio), come comportarsi in caso di incidenti. I vari momenti non andranno affrontati come “lezione frontale”, ma in maniera interattiva, magari anche con l’utilizzo di alcune tecniche espressive e/o brevi giochini che possano aumentare il coinvolgimento e l’attenzione dei Lupetti. Si consiglia che siano proprio gli Esploratori (con la supervisione del Capo Riparto e di Akela) a organizzare queste basi. La durata di ciascuna tappa dovrebbe attestarsi all’incirca tra i 5 e i 10 minuti.
• 0:35 Gioco applicativo di Pronto Soccorso a squadre miste (per esempio “Le cassette di Pronto Soccorso”)
• 0:50 Ban
• 0:55 Lancio Buona Azione: “abbiamo cura del Creato e lasciamo il mondo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato” (pulizia piccola zona di spiaggia – a gruppetti misti Lupetti e Esploratori)
• 1:25 Preghiera e saluti
• 1:30 Fine
Le Cassette di Pronto Soccorso
Ogni squadra deve cercare di ricomporre una propria cassetta di pronto soccorso. Al centro del campo è presente una base con diversi oggetti6. Il capo gioco indica una serie di situazioni (p.e. “scottatura”, “puntura di medusa”, etc) e un componente di ogni squadra dovrà correre alla base centrale, recuperare tutti gli oggetti necessari per affrontare le situazioni elencate. Una volta riempita la propria cassetta, la squadra al completo dovrà presentare al capo gioco gli strumenti opportuni per affrontare le diverse situazioni. Vince la prima squadra a ricomporre completamente e correttamente la propria cassetta per le situazioni in oggetto.
Buona Caccia!
Paolo Macco – Gruppo Nautico Genova 1 “Sacro Cuore”
2. Richiamando le prove 37 e 38 di 2° Stella
3. In richiamo alla prova 15 di Zampa Tenera
4. In richiamo alla prova 29 di 2° Stella
5. Richiamando la prova 27 di 2° Stella
6. È raccomandabile non usare oggetti veri per il gioco, ma delle loro rappresentazioni, specie per quelli più fragili o che potrebbero facilmente venire rovinati o che risultano più pericolosi.
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Pubblicato il 27/3/2026