Cara Guida,

ti sei mai soffermata a pensare che tante delle cose che conosciamo o facciamo, le facciamo senza però sapere da dove provengano e quale sia la loro storia?

Mentre mi arrovellavo per capire cosa scrivere in rubrica questo mese, ho pensato che l’alfabeto morse, che tutte noi conosciamo, in realtà ha una storia affascinante che risale addirittura al 1835 e che vorrei che sapeste così la prossima volta che segnalerete una frase saprete perché era stato scelto proprio un codice  composto da punti e linee!

L’americano Samuel Morse iniziò a studiare questo sistema di comunicazione già nel 1835, ma fu il suo assistente Alfred Vail a realizzarlo nel 1837.

L’alfabeto morse venne però utilizzato la prima volta solo 11 anni dopo,  nel 1848, in presenza di una Commissione del Franklin Institute di Philadelphia dove venne impiegato per utilizzarlo il telegrafo.

Il codice morse consisteva in una combinazione di linee e punti corrispondenti a un numero, ogni numero corrispondeva di conseguenza a una parola che si ricavava all’interno di un libretto.

Diciamo che forse era un po’ macchinosa la faccenda, quindi fu il suo assistente Alfred Vail a sviluppare un sistema nel quale ogni lettera veniva inviata singolarmente usando una combinazione di punti, linee e pause.

Pensate che si arrivò  a pensare che quello escogitato da Vail era il metodo più adatto e infatti fu utilizzato per trasmettere il primo messaggio telegrafico in America!

Come avviene?

Il messaggio Morse viene trasmesso inviando un  impulso elettrico  lungo un filo che collegava le stazioni trasmittente e ricevente, ossia  mediante l’uso del telegrafo (inventato dallo stesso Morse). Agli inizi del XX secolo , al telegrafo a filo di Morse venne affiancato quello senza fili grazie all’invenzione di Guglielmo Marconi: la radio! Ma questa è un’altra bellissima storia…

ll codice morse è stato subito considerato anche un ottimo strumento per mandare  messaggi  segreti  tanto che, fino al 1999, è rimasto uno dei metodi di comunicazione segreta più diffuso.

Non trovate affascinate questa storia? Io sì, mi sento un po’ una spia che manda messaggi segreti nell’eteree!

Buona segnalazione Guida!

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