Una volta santo Francesco andava verso la città di Osimo in compagnia di Frate Paolo.
Camminando per un sentiero fra i prati, incontrano un pastore che pascolava il suo gregge di montoni e di capre. Nel gregge c’è una sola pecorella tutta bianca. La bestiola quieta e umile, brucava l’erba fresca.
Appena la vede, Santo Francesco si fermò e, con una stretta al cuore, pieno di compassione, disse a Frate Paolo:
– Fratello mio, vedi quella pecorella sola in mezzo a quei montoni e a quelle capre? Il Nostro Signore Gesù, circondato dai suoi nemici, doveva proprio apparire come quell’umile pecorella. Per questo ti prego, figlio mio, per amore a Nostro Signore Gesù, sii anche tu pieno di compassione. Compriamo questa pecorella e portiamola via da questi montoni e da queste capre.
Frate Paolo si sente trascinato dalla pietà di Santo Francesco. Ma i due frati sono poveri poveri.
Possiedono solo le ruvide tonache di cui sono vestiti. Perciò non sanno come fare per comprare la pecorella.
Proprio in quel momento appare sul sentiero un ricco mercante a cavallo.
Porta appesa alla cintura una borsa rigonfia di monete.
Il mercante conosce di fama Santo Francesco. Si ferma e domanda:
– Di cosa state discutendo?
Santo Francesco risponde:
– Vorrei comprare quella pecorella tutta bianca che vedi lì. Ma non abbiamo altro da offrire in cambio al pastore che le nostre tonache rattoppate.
Il mercante, mosso a pietà dalle parole di Santo Francesco, apre la borsa e porge al Santo una moneta d’oro.
No, – dice Santo Francesco – non voglio toccare il denaro. Vai tu dal pastore e compra quella pecorella per noi.
Il mercante così fa e regala la pecorella a Santo Francesco. Questi se la mette teneramente sulle spalle e riprende il cammino con Frate Paolo verso la città di Osimo.
Santo Francesco lungo la strada parla dolcemente alla pecorella che gli appoggia la testa sulla guancia.
Giunti nella città di Osimo, Santo Francesco si presenta davanti al Vescovo di quella città. Con la pecorella sempre sulle spalle si mette in ginocchio davanti al Vescovo e dice:
– Sono venuto per chiederti umilmente la licenza di predicare in questa città.
Il Vescovo domanda:
– Dimmi, perchè tieni quella pecorella sulle spalle?
E Santo Francesco:
– Questa pecorella è come l’immagine di Nostro Signore Gesù, puro e innocente.
Il Vescovo nel sentire le parole del Santo rimane commosso e ringrazia in cuor suo Dio di avergli fatto conoscere Santo Francesco. Concede il permesso a Santo Francesco di predicare e congeda molto cortesemente i due frati.
Santo Francesco si reca sulla piazza dove si è già radunata tutta la gente per ascoltarlo. Sempre tenendo la pecorella sulle spalle il Santo parla della purezza e della mitezza del Signore Gesù. E tutti quelli che lo ascoltano hanno le lacrime agli occhi.
Finita la predica Santo Francesco dice a Frate Paolo:
– Non possiamo tenere sempre con noi questa pecorella. Qui vicino c’è un convento di suore. Doniamola a loro. Sono certo che l’accetteranno nel nome del Signore.
Le suore prendono dalle mani di Santo Francesco la pecorella considerandola come un dono dal cielo e la mettono nel chiostro del convento.
Passa il tempo. La lana della pecorella cresce bianca e morbida. La Madre Superiora dice alle sorelle:
– Quando Santo Francesco ci ha portato questa pecorella aveva indosso una tonaca tutta rattoppata. Perchè con la lana di questa pecorella non facciamo una tonaca nuova al nostro Padre Francesco?
Tutte le suore dicono di sì chinando la testa. Anche la pecorella è contenta di privarsi della sua lana per amore a Santo Francesco.
Le suore tosano la pecorella, filano la lana, tessono e cuciono una tonaca per Santo Francesco.
Quando la tonaca è pronta la fanno consegnare al Santo che si trovava in qual periodo alla Porziuncola.
Appena Santo Francesco ha tra le mani la tonaca nuova, se la stringe al cuore con grande tenerezza.
Continua a baciarla e ad accarezzarla come se si trattasse della pecorella viva.
Poi Santo Francesco regala la tonaca nuova ad un fraticello che aveva pure lui una tonaca rattoppata.

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