Cara Capo Cerchio,
il nuovo anno che sta davanti a noi sarà tutto centrato su un semplice episodio che trasformò non solo la vita di San Francesco ma anche di tutto il mondo:

(Francesco) condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all’improvviso–cosa da sempre inaudita!– l’immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra: « Francesco, – gli dice chiamandolo per nome – va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina ». Francesco è tremante e pieno di stupore che quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito.
(FF 593)

Le parole del crocifisso furono un gran sorpresa per un semplice pellegrino e Francesco non esitò un momento: si mise al lavoro riparando la chiesa di San Damiano, di San Pietro e la Porziuncola. Però il poverello, come la gente chiamava Francesco, ha avuto bisogno di alcuni anni prima di  capire cosa volesse dire “va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.

Non era solo un edificio diroccato, ma si trattava  piuttosto della Chiesa!
Anche se quest’episodio lo conosciamo bene, le parole del crocifisso hanno sempre qualcosa da dire anche  a me , ora.
Però prima ci dobbiamo mettere in ascolto. Le Fonti descrivono l’atteggiamento di Francesco – il poverello “entra a pregare”, entra in un  posto solitario per ascoltare.
Poi si prostra ,cioè si rese umile per sentire non solo se stesso ma piuttosto la voce di Dio. E fu devoto,  in altre parole si affidò a Dio.

Con questa disposizione di cuore anche noi possiamo sentire un sussurro dello Spirito che parla nel nostro  cuore: “Anche tu vai e ripara la tua casa che, come vedi, è tutta in rovina!” La mia casa, prima di tutto, sono io stesso. Quanti “muri” sono caduti, quante cose sono rimaste trascurate, quante nuove pietre ci vogliono per ricostruire me stesso, il mio cuore, la mia fiducia, la mia fede. Ma la casa in rovina può essere anche la mia famiglia, il mio Gruppo, il mio Cerchio.

Guarda con cuore umile e semplice e vedrai quanto c’è da fare.
La voce del crocifisso non ci lascia in pace: Vai anche tu! Abbi coraggio! Metti una pietra dopo l’altra … e la casa diroccata si trasformerà in una Basilica.

Aiutiamoci a vicenda per diventare i costruttori di vere Basiliche. Immaginatevi quanto sarebbe bella la nostra FSE se ogni Cerchio diventasse una “casa riparata” nello stile di San Francesco.

Buon .Volo
P.Peter

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