Lc 1, 39-56

Senso: udito

Stato d’animo/Emozione: Empatia

 

Riferimento geografico Riferimento brano

Vangelo riflessione

Riferimento metodologico – obiettivo Emozioni di Maria
Ain Karem (distante circa 6 km ad occidente da Gerusalemme) 31 maggio (dal 25 marzo alla Pasqua mancavano 7 giorni. Maria confidò a Giuseppe di voler far visita ad Elisabetta)

II Mistero Gaudioso

Incontro di due parenti, vere amiche, è andata in fretta.Nel Magnificat Maria riassume i temi più importanti dell’A.T. e soprattutto la propria esperienza con Dio. Meditare il Magnificat ci può svelare quanta gioia, umiltà, consolazione e pace Maria ha trovato in Dio. Il servizio, la buona azione, il favore non sono fatti per essere compiuti domani, ma ora.Maria fu ispirata dallo SS ad andare da Elisabetta, così come lo SS ci ispira a fare un FAVORE a qualcuno ogni giorno L’angelo Gabriele non ha invitato Maria a far visita ad Elisabetta: le ha solo detto che Elisabetta aspettava un bambino e che era al sesto mese.Maria si mette al servizio di Elisabetta. E’ premurosa, non perde tempo, ama Elisabetta. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi ritornò a casa sua.

 

Contesto:

Due Capo accolgono le coccinelle davanti ad un quadro/disegno che rappresenta Maria che visita Elisabetta

Attività:

  • Le coccinelle assisteranno al dialogo/scenetta tra le due Capo, deve durare 5 minuti. Il dialogo/scenetta riporta le parole del pieghevole sottostante sottolineando i dubbi di Maria e l’accoglienza con Elisabetta…..

Deve essere semplificato per le coccinelle e deve essere un dialogo per far capire come mai Maria corre da Elisabetta e poi rimane al suo servizio.

 

Cosa è successo?


Chissà, forse è questa la domanda che molti si sono posti, a partire da Giuseppe che, da quel che possiamo immaginare dalla cronologia dei fatti, è ancora all’oscuro di quel che sta accadendo nella sua promessa sposa.
Noi invece sappiamo perché la giovane donna di Nazareth si mette in viaggio (un lungo viaggio stando alla collocazione tradizionale che viene fatta della città di Elisabetta, ad Ain-Karim, a circa 150 km da Nazareth).
Nel Vangelo letto il giorno dell’Immacolata, Luca ci racconta dell’Angelo che annuncia il concepimento del Messia nel grembo di Maria ad opera dello Spirito di Dio.

 

 

 

 

Perché Maria sale in fretta verso i monti a trovare la cugina Elisabetta?

Il fatto che questa anziana parente, da tutti ritenuta irrimediabilmente sterile, sia in attesa di un bambino, è davvero segno che “nulla è impossibile a Dio”, nulla può fermare Dio che entra vivo nella storia… Non c’è difetto fisico o sociale e non c’è umano pregiudizio che possano fermare l’azione di Dio.
Maria quindi corre ad Ain-Karim perché in questo incontro la sua fede e la sua vita avranno un motivo di crescita.
Ecco la particolarità di questo incontro tra le due donne, che Luca racconta in modo abbastanza normale. Non succede nulla di straordinario all’esterno che possa far gridare al miracolo. La straordinarietà è tutta all’interno delle due donne che si incontrano, e che in questo incontro crescono spiritualmente e umanamente.
Nel racconto della visitazione possiamo davvero verificare la nostra vita nella normalità dei nostri incontri. Quante persone incontriamo per i più svariati motivi: ci incontriamo in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro, ci incontriamo nelle attività parrocchiali o di volontariato, e abbiamo anche incontri casuali tra persone. Nel racconto del Vangelo di Maria che incontra Elisabetta possiamo davvero trovare modo di verificarci e crescere.
Prima di tutto questo incontro non è banale e superficiale. Maria cerca in Elisabetta un segno di Dio, ed Elisabetta nella visita improvvisa di Maria si sente visitata dal Signore. Basta  un saluto per far sentire Elisabetta amata da Dio attraverso la voce di questa sua giovane parente di Nazareth.
Questo incontro però da parte di Maria non ne è facile ne immediato. Maria compie un lungo cammino in salita.

Il cammino di Maria è dunque un cammino fatto in fiducia e in amore. Si fida dell’angelo ed è spinta dall’amore verso questa sua parente anziana. Senza fiducia e amore non incontreremo mai nessuno, al limite ci fermeremo a “scontrarci” senza incontrarci.
E quando finalmente avviene l’incontro, dopo il lungo viaggio, la gioia prevale. Elisabetta in ogni parte del suo corpo è nella gioia, una gioia fisica e visibile. Il Magnificat di Maria è ispirato anche dalla felicità di Elisabetta.

 

Attività pratica/emozione:

Un’altra capo si rivolgerà a tutte dicendo: ORA VIVIAMO ANCHE NOI QUESTO INCONTRO

Tutte le coccinelle saranno accolte con un abbraccio proprio come Maria ed Elisabetta si salutarono.Le coccinelle vengono disposte in semicerchio Una capo della tappa leggerà .appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 

AL CENTRO DEL CERCHIO troveranno un cestino con tanti foglietti e pennarelli che serviranno per scrivere le parole del gioco (ogni coccinella avrà un foglietto della misura dello spazio vuoto del cartellone riportante l’Ave Maria)

Esempio di cartellone usato all’Incontro Nazionale CC

 

Mentre sentiranno una musica un po’ forte (canti ebraici/magnificat…) una capo reciterà lentamente e sottovoce le parole che Elisabetta disse a Maria, però in disordinate, es: FRA LE DONNE- IL FRUTTO- GESU’-DEL TUO SENO- BENEDETTA – E BENEDETTO.

Le coccinelle dovranno scriverle per poi ordinarle nella sequenza corretta (la musica, in questo caso, rappresenta un elemento di disturbo a significare che si deve prestare attenzione alle voci giuste che sentiamo).

Una capo della tappa leggerà:…ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!

Le coccinelle vedranno un cartellone non completo che riporta le parole dell’angelo (la prima parte dell’Ave Maria).

Il cartellone potrebbe essere un grande fiore che riporterà sui petali le frasi dell’Ave Maria, tranne quella che le coccinelle dovranno ricostruire.

Nella parte vuota dovranno mettere le parole che pronunciò Elisabetta e che hanno precedentemente scritto

Esempio di cartellone usato all’Incontro Nazionale CCRiepilogo:

 

Riepilogo:

La Capo della tappa riferisce che Maria ha ascoltato le parole dell’angelo e le parole di Elisabetta e che nell’incontro con Elisabetta è inondata di gioia e intona il suo canto di lode.

Quale sarà questo canto? Chiede la Capo

Le coccinelle attraverso una staffetta recupereranno i pezzi di puzzle del Magnificat, che dietro riporteranno la scritta Benedetta e il suo significato.

L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono… (Lc 1,46-50).

Ricomposto il puzzle su foglio A3 viene letto insieme il Magnificat.

Conclusione e ricordino (cartolina) della tappa.

La CC ricorda a tutte: Maria riconosce che ogni suo bene, ogni sua grazia, ogni sua grandezza è dono di Dio.

Alle coccinelle sarà consegnato il testo del Magnificat (come cartolina) che riporta dietro la parola BENEDETTA, la parola chiave che ha sentito Maria.

Si conclude con un canto a Maria.

Ad ogni coccinella viene consegnato il 1° pezzo dell’immagine dell’annunciazione con scritto sul retro l’emozione vissuta da Maria: empatia, spiegandone il significato alle coccinelle.

 

MATERIALE

– immagine Visitazione

– musica ebraica

– cartellone con l’inizio dell’Ave Maria (una per sestiglia) + foglietto, stessa misura dello spazio del cartellone, su cui le cc scrivono le parole di Elisabetta (una per coccinella) da incollare sul cartellone dell’Ave Maria

– pezzi puzzle con Magnificat x staffetta

– ricordino cartolina da spedire con il testo del Magnificat (una per coccinella)

– primo pezzo dell’immagine dell’annunciazione (uno per coccinella)

 

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